Nato a Roma il 19 agosto 1965, già dalle Elementari il suo destino artistico si palesava; il maestro Raffaele Polillo infatti intuì che dietro la sua quasi indomabile irrequietezza si celava il talento artistico.
Ben presto infatti, ricevette il suo primo riconoscimento tangibile, all’età di dieci anni con il Premio dell’Unicef; in cui fu uno dei 300 bambini su 12000 in tutto il mondo, ad essere premiato. Quel disegno è infatti ancora conservato presso il Comune di Roma.
In quella occasione, ebbe l’onore di conoscere tra i membri della Giuria, celebrità come Giulietta Masina, la Principessa delle Filippine, etc.,
Nel 1987, dopo essersi diplomato Maestro d’Arte per Arredo e Decorazione della Chiesa, iniziò a capire che la sua strada era veramente quella Artistica. Iniziò infatti a dipingere, e non solo.. Era, infatti, anche molto attratto dalla Musica, tanto che suo padre gli comprò un pianoforte per poterlo studiare; oggi è anche Pianista e Compositore.
La Pittura che va dal 1987 al 1991 è una pittura essenzialmente figurativa ed a carattere religioso e la tecnica usata in quel periodo era l’acquerello; tecnica appresa dal Prof. Gianfranco Galante, noto Pittore e Decoratore romano.
Nel 1992 iniziò l’attività espositiva, con varie mostre collettive in diverse Gallerie romane. Dopo un periodo di sperimentazione tematica-tecnica la sua ricerca artistica confluì sempre più verso la “Defigurazione”‘ realizzata con tecnica “acrilico” molto confacente al suo linguaggio.
In quel periodo studiò l’Arte astratta del periodo ” post-Vangoghiano”, (Pollock e Turcato), approfondì la pittura figurativa (natura morta )e la tecnica dell’Acrilico.
Sentendo di aver “conquistato” tutti i colori, si concentrò sullo studio del Nero, applicandosi a far copie “Caravaggesche”, ma da contemporaneo; “Espressioniste-Vangoghiane”, in quanto filtrate dall’amore per V.V. Gogh.
La sua ricerca continuò, e dopo lo studio sugli anni ’60, Mario Schifano, l’Arte concettuale e la Trans Avanguardia, iniziò la “Liberazione”: gli albori della sua vera Pittura.
Era il 1994 e da allora fu la tecnica dell’acrilico che gli permise di trasmettere l’espressione della sua anima. La tavolozza che prima era molto colorata e la scena pittorica rappresentativa nel corso del tempo si sintetizzarono estremamente.. Sino a che nel 2008, il Rosso, il Bianco, ed il Nero diventarono i protagonisti cromatici assoluti del suo rappresentare.
Le scene pittoriche essenziali sono espressioniste, Surreali, e Simboliche. L’impatto è fortemente emotivo ed a volte violentemente potente.

Nel 1998 partecipò ad una Mostra Collettiva presso la “Galleria Navona 42” di Roma, con testo critico del Prof. Robertomaria Siena che conobbe nel 1997, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel 1999 realizzò la sua prima Personale presso l’Associazione Culturale Luigi Montanarini di Genzano (RM), con testo critico sempre del Prof. Robertomaria Siena, che così commentava: “PIERO MARSILI, ovvero delle delicatezze del mostro”.

 

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