Durante l’omelia della Santa Messa di ieri, giovedì 7 maggio, Papa Francesco ha voluto rivolgere il suo pensiero agli artisti: «perché ci fanno capire cosa è la bellezza e senza il bello il Vangelo non si può capire. Ho ricevuto una lettera di un gruppo di artisti che ringraziavano per la preghiera che noi abbiamo fatto per loro».

Come associazione volta a promuovere l'arte come mezzo di elevazione spirituale dell'individuo e di progresso sociale, non possiamo che rallegrarci di questa presa di posizione del Pontefice. Lo stesso Santo Padre, agli inizi dell'estate 2017, rivolse agli artisti un invito per fare dell'arte un mezzo di evangelizzazione e promozione umana. Tota Pulchra fu tra le primissime associazioni a rispondere a quest' invito e, per due anni consecutivi (2017 e 2018), partecipò a delle manifestazioni culturali che si tennero in Umbria nel piccolo comune di Assisi.

Nell’omelia di ieri, il Pontefice ha commentato poi un brano essenziale degli Atti degli Apostoli: precisando che:

«quando Paolo spiega la nuova dottrina per annunciare Gesù parla della storia della salvezza. Il Cristianesimo – ha aggiunto papa Francesco citato da Vatican News – non è solo un’etica. Ha dei princìpi morali, ma non si è cristiani soltanto con una visione etica. E’ di più. Il cristianesimo non è un’élite di gente scelta per la verità. E’ appartenenza ad un popolo scelto da Dio gratuitamente. Se noi non abbiamo questa coscienza di appartenenza a un popolo saremmo cristiani ideologici, con una dottrina piccolina di affermazione di verità, con un’etica, con una morale. Oppure, ritenendoci un’élite, ci sentiamo parte di un gruppo scelto da Dio, gli altri andranno all’inferno o se si salvano è per la misericordia di Dio, ma sono gli scartati». Ed ancora: «Se noi non abbiamo una coscienza di appartenenza a un popolo non siamo dei veri cristiani. La deviazione più pericolosa è la mancanza di memoria di appartenenza ad un popolo».

Nell’omelia di oggi, venerdì 8 maggio, sempre nella cappella della Domus Sanctæ Marthæ, il Santo Padre ha voluto pregare per le persone che lavorano nella Croce Rossa e nella Mezzaluna Rossa. Si è soffermato poi sul Vangelo del giorno, ricordando che «in questo passo vediamo che il Signora consola sempre in vicinanza, con la verità e in speranza. In vicinanza, mai distanti». “Tante volte – ha aggiunto il Pontefice – è presente nel silenzio ma sappiamo che Lui c’è. Lui c’è sempre”.

Gli appuntamenti con la Messa quotidiana del Pontefice dovrebbero durare fino al 17 maggio. Dal 18, infatti, si riapriranno ai fedeli - pur con le cautele indispensabili per prevenire sempre la diffusione del coronavirus -le porte delle Chiese, dopo l’accordo tra il Governo e la CEI.

Ricordiamo, infine, che il ‘Global Compact on Education’, l'incontro internazionale promosso da Papa Francesco per ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni (con la partecipazione di rappresentanti delle organizzazioni internazionali e umanitarie, delle religioni e di istituzioni scolastiche, accademiche e politico-economiche di tutto il mondo), che era previsto il 14 maggio ed è stato rinviato per la pandemia, avrà luogo, invece, tra l’11 e il 18 ottobre prossimi. Si tratterà, in sostanza, di un “Raduno mondiale per la rieducazione degli uomini”, condotto con spirito cristiano ma fortemente laico, in pieno dialogo con tutte le religioni e le culture.

 

Fabrizio Federici

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