Domenica 12 luglio presso il Chiostro dei Campitelli a Roma si è svolto il concerto dedicato al Santo Padre Giovanni Paolo II nel centenario della nascita per “I Concerti del Tempietto”, con il soprano Dominika Zamara membro di primo ordine dell’Associazione Tota Pulchra, accompagnata al pianoforte dal Maestro Franco Moro e con l’attore Jannoni Sebastianini che ci ha deliziati con delle letture. Tra gli ospiti d’onore il Monsignor Jean-Marie Gervais presidente dell’Associazione sopra citata ed Elzbita Renzetti presidente dell’Associazione Polacco/Italiana di Bydgoszcz.

È stata una serata di grande arte quella di domenica, presentata da Lucia Bove. Iniziata con la lettura di alcune poesie di Eugenio Montale tra cui “Meriggiare pallido e assorto” decantate da Jannoni Sebastianini che ha scaldato gli animi, poi si sono avvicendate le poetesse Tiziana Marini, Daniela Amante, Gabriella Giuliani, Anna Siani e Anita Napolitano con un proprio repertorio. Finita questa kermesse poetica ci siamo addentrati nel vivo della serata con il concerto, iniziato con un pezzo per solo pianoforte “C’era una volta il West” in omaggio al Maestro Enio Morricone scomparso da poco. Fa il suo ingresso Dominika Zamara, stella indiscussa della serata, che ha dato una grande prova delle sue doti vocali, deliziando il pubblico presente, inizia con le arie Una “Donna a quindi anni” dall’opera Così fan tutte di Mozart, poi sempre di quest’ultimo compositore “Batti batti o bel Masetto” dal Don Giovanni. Lasciato nuovamente lo spazio al Maestro Moro con il Preludio dall’opera La Traviata. Oramai all’imbrunire la Zamara scalda ancor più gli animi con “Il Bacio” di Arditi. Qui inizia un momento di sacralità, l’attore Sebastianini decanta parte della “Lettera agli Artisti” di Giovanni Paolo II con un delicato sottofondo di pianoforte. Si susseguono l’aria “Vedrai Carino” dal Don Giovanni di Mozart, due Mazurche di Chopin Op 68 n2 e n3. Ora un altro momento di sacralità con l’Ave Maria di Schubert. La Zamara fa un omaggio alla sua terra, la Polonia con tre lieder di Chopin: “Życzenie”, “Pierścień”, “Smutna rzeka”, poi per piano solo “Obliviom Suite” di Piazzola rivisitata dallo stesso Moro. Ci avviamo verso la fine del concerto che culmina con l’aria “Quando m’en vò” dall’opera La Boheme di Puccini, sotto una pioggia di applausi gli artisti regalano un bis, “Tace il labbro” dall’operetta La Vedova allegra di Lehar. Non rimane che il tempo per i complimenti davvero meritati e le foto di rito, in conclusione possiamo dire: abbiamo potuto assistere ad un concerto di alto livello in cui la voce della Zamara ha lasciato un segno indelebile in una notte romana e nei cuori dei presenti.

Redazione Tota Pulchra

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