Domenica 6 dicembre 2020 si è concluso il giubileo congolese durato un anno e intrapreso dal 1° dicembre 2019. Finora è l’unico rito inculturato della Latina Chiesa approvato dopo il Concilio Vaticano II. Importanti sono le messe congolesi per segnare il lungo cammino di inclusione e condivisione tra la Chiesa del Congo e la Latina Chiesa Romana.

La chiesa della Natività a piazza Paquino è una chiesa locale intera africana in comunione con la chiesa universale. Il rito congolese con la sua specificità tocca l’animo delle persone e il rapporto con Dio e gli antenati. In Africa la fede è l’espressione della quotidianità religiosa dimostrata dalla comunità. Le loro messe durano di più, in quanto vengono vissute con la solennità di una grande festa per la comunità. Una cultura e una spiritualità quella che arriva dallo zaire animata da una liturgia in qualche passaggio differente, lo si può notare ad esempio con l’invocazione per sei volte agli inizi della celebrazione nei confronti degli antenati. Sono presenti i balli e canti religiosi a ritmo africano per rafforzare la liturgia congolese. Il suono dei tamburi costituisce un vero progresso riguardante il radicamento del messaggio cristiano nell’anima congolese. E’ una mistica e importante celebrazione eucaristica dai connotati gioiosi. Una comunione vissuta intensamente quella congolese tra terra e cielo espressa assieme all’atto penitenziale. Questa liturgia non completa nelle sue parti porta ad un’ inculturazione volta al miglioramento e un continuo lavoro del messale romano. L’apporto scritto nel messale è una chiamata ad ampliare la fraternità, la solidarietà, il servizio e la condivisione libera per la comunità che prega. Le atre culture non sono minaccia, ma opportunità di ragion d’essere.

Le donne congolesi rappresentano l’intera comunità e la storia del loro popolo e a loro è volto maggiormente il messaggio di evangelizzazione al fine di rendere ancora più determinata la figura femminile nella mente, nel cuore e negli atteggiamenti del loro paese. Esempio il messale congolese diventa per altre chiese, come quella Amazonica con una sua liturgia che verrà così riconosciuta . Il giubileo congolese è un modello così per le altre culture di inclusione. Con questi auspici di miglioramento e di cammino è stato scritto il messale con la prefazione del Pontefice al volume “Papa Francesco e il Messale Romano per le diocesi dello Zaire” (Libreria Editrice Vaticana, 228 pagine, 20 euro) curato da Rita Mboshu Kongo.

Si tratta, come scrive lo stesso Papa Francesco di uno strumento per conoscere meglio il rito zairese (Zaire è l’ex nome della Repubblica Democratica del Congo), finora «l’unico rito inculturato della Chiesa latina approvato dopo il Concilio Vaticano II» e come tale «esempio di inculturazione liturgica». Dal 9 di dicembre 2020 sarà possibile acquistarlo presso la libreria Leoniana.

 

di Valentina Ughetto

 

 

 

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