Foto: Starlight, Cardinale Camillo Ruini, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0.

 

Con la morte del Cardinale Camillo Ruini, tornato alla Casa del Padre il 16 giugno 2026 all’età di 95 anni, la Chiesa italiana perde una delle sue figure più autorevoli e significative del secondo dopoguerra.

Presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma fino al 2008, Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e membro di numerosi dicasteri della Santa Sede, il Cardinale Ruini ha incarnato per oltre quindici anni il volto pubblico della Chiesa in Italia. La sua influenza ha oltrepassato i confini ecclesiastici, raggiungendo il cuore del dibattito culturale, etico e civile del Paese.

Teologo di solida formazione e uomo di straordinario rigore intellettuale, Ruini non fu soltanto un abile amministratore della vita ecclesiale. Fu anzitutto un pastore convinto che il Vangelo non potesse essere confinato nella sfera privata. Per lui il cristianesimo era una proposta di senso destinata all’intera società, capace di illuminare le grandi questioni dell’esistenza umana. Per questo sostenne con fermezza la necessità di una presenza pubblica dei cattolici, capace di dialogare con la cultura contemporanea e di contribuire al bene comune.

La lunga collaborazione con san Giovanni Paolo II e, successivamente, con Papa Benedetto XVI lo rese uno dei principali punti di riferimento della Chiesa europea. Sotto la sua guida, la Conferenza Episcopale Italiana consolidò il proprio ruolo nel confronto sui grandi temi etici, sociali e culturali che hanno segnato il passaggio tra il XX e il XXI secolo.

Accanto alla figura pubblica rimane il ricordo di un sacerdote profondamente radicato nella ricerca di Dio. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la sobrietà, il rigore morale, la disciplina dello studio e quella lucidità intellettuale che lo ha accompagnato fino agli ultimi anni della sua esistenza.

Anche dopo aver lasciato gli incarichi di governo ecclesiale, il Cardinale Ruini continuò a offrire il proprio contributo attraverso scritti, conferenze e riflessioni dedicate al futuro del cristianesimo in Europa e alla missione della Chiesa nel mondo contemporaneo. La passione per il pensiero e per l’annuncio della fede rimase una costante della sua lunga vita.

Nel momento del commiato affidiamo la sua anima alla misericordia del Signore, nella gratitudine per oltre settant’anni di ministero sacerdotale e di servizio alla Chiesa.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella Chiesa italiana. Al di là delle valutazioni e delle divisioni che ogni grande figura storica inevitabilmente suscita, rimane il lascito di un uomo che ha consacrato la propria esistenza al servizio della Chiesa, convinto che la fede dovesse essere proposta con intelligenza, coraggio e con quella «carità della verità» che caratterizza i grandi testimoni del Vangelo.

L’associazione Tota Pulchra, il suo presidente il Reverendo Monsignore Jean Marie Gervais si uniscono alla preghiera della Chiesa italiana, della Diocesi di Roma e di quanti hanno avuto la grazia di camminare accanto a lui nel corso del suo lungo ministero, affidandolo alla pace del Signore Risorto.

 

di Paolo Falconio

Tota Pulchra: Associazione per la promozione sociale

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