Tota Pulchra ha partecipato, con il suo presidente Mons. Jean-Marie Gervais, all’incontro promosso dalla Comunità Musulmana Ahmadiyya Italia sul tema «Custodire la libertà, costruire la pace».

Lunedì 28 settembre, presso La Limonaia di Villa Torlonia, a Roma, si è svolta la Preghiera e Colazione Interreligiosa promossa dalla Comunità Musulmana Ahmadiyya Italia. L’incontro ha riunito esponenti religiosi, rappresentanti delle istituzioni e del corpo diplomatico, docenti universitari, giornalisti e rappresentanti della società civile.

Mons. Jean-Marie Gervais, Cappellano di Sua Santità e presidente di Tota Pulchra, ha preso parte alla mattinata insieme al Rav Joseph Pino Arbib della Comunità Ebraica di Roma, all’Archimandrita Mons. Symeon Katsinas della Chiesa Greco-Ortodossa e ai rappresentanti della comunità Sikh.

I partecipanti hanno pregato gli uni accanto agli altri, ciascuno secondo la propria fede, in un clima di ascolto e rispetto. Al centro dell’incontro, la libertà religiosa e la responsabilità delle comunità di fede nel contribuire alla pace.

Dopo i saluti delle Consigliere dell’Assemblea Capitolina Carla Consuelo Fermariello e Rachele Mussolini, sono intervenuti Lord Tariq Ahmad of Wimbledon, già Ministro di Stato britannico e Inviato speciale del Primo Ministro per la libertà di religione o di credo; l’On. Emanuela Del Re, già Vice Ministra degli Affari Esteri; Khola Maryam Hübsch, giornalista e scrittrice; e Michel Emi Maritato, ricercatore e  giornalista.

Nel comunicato della Comunità Ahmadiyya, il presidente nazionale Abdul Fatir Malik ha ricordato che «la libertà di credere, o di non credere, è il fondamento di ogni convivenza pacifica». Nella riflessione conclusiva, l’Imam Ataul Wasih Tariq ha sottolineato il valore di pregare «gli uni accanto agli altri», rispettando ciò che ciascuno custodisce di più caro.

Tota Pulchra ringrazia la Comunità Musulmana Ahmadiyya Italia per l’invito e per aver promosso questa occasione di incontro. Il dialogo tra le religioni, fondato sul rispetto della libertà di coscienza e sulla dignità di ogni persona, è un contributo concreto alla convivenza e alla pace.

 

Dichiarazione di Mons. Jean-Marie Gervais

Sono particolarmente lieto di essere oggi qui con voi e ringrazio la Comunità Musulmana Ahmadiyya per questo invito e per averci riuniti attorno a parole che appartengono alla coscienza di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà: libertà, rispetto, fraternità e pace.

Come sacerdote cattolico e come Presidente di Tota Pulchra, associazione impegnata nella promozione della cultura, dell’arte, della solidarietà e dell’incontro tra i popoli, sono profondamente convinto che le differenze religiose non debbano diventare muri. Possono, invece, insegnarci ad incontrarci con maggiore rispetto e con un desiderio più sincero di conoscerci.

Il vero dialogo non ci chiede di rinunciare alla nostra identità. Possiamo essere profondamente fedeli alla nostra fede e, proprio per questo, rispettare sinceramente la fede dell’altro.

Penso a san Francesco d’Assisi, che nel 1219, mentre infuriava la guerra, ebbe il coraggio di attraversare le linee del conflitto per incontrare il sultano al-Malik al-Kamil. Francesco non rinunciò alla propria fede e il Sultano non rinunciò alla sua. Eppure si incontrarono, si ascoltarono e si rispettarono. In un tempo di armi, scelsero l’incontro.

È una lezione ancora straordinariamente attuale. La pace, infatti, non nasce soltanto nei palazzi delle istituzioni o nei grandi accordi internazionali. La pace comincia nel cuore dell’uomo: quando scegliamo l’ascolto invece del pregiudizio, il rispetto invece dell’intolleranza, l’incontro invece della paura.

Come cristiano, porto nel cuore le parole di Gesù: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio».

Possano le nostre diverse tradizioni religiose aiutarci non a essere più lontani, ma a diventare insieme custodi della dignità dell’uomo e artigiani di pace.

E possa il Dio della pace accompagnare ogni nostro sincero sforzo perché questa nostra unica famiglia umana sia sempre più fraterna, libera e solidale.

 

Preghiera cattolica per la pace

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

O Dio, Padre di tutti gli uomini,

Tu ci hai creati per vivere come fratelli

e hai posto nel cuore di ciascuno

il desiderio della pace.

Guarda con misericordia il nostro mondo,

ferito dalle guerre, dalla violenza,

dall’odio e dalle divisioni.

Dona consolazione a quanti soffrono,

proteggi i bambini, gli anziani, i poveri,

i profughi e tutte le vittime innocenti dei conflitti.

Illumina coloro che hanno responsabilità nelle nazioni,

perché scelgano la via del dialogo,

della giustizia e della riconciliazione.

Signore Gesù Cristo,

Tu hai detto ai tuoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace».

Rendici strumenti della Tua pace:

dove c'è odio, aiutaci a portare amore;

dove c'è discordia, riconciliazione;

dove c'è paura, speranza.

E Tu, Maria, Regina della Pace,

Madre premurosa di tutta l'umanità,

accompagna il cammino dei popoli

e insegnaci a riconoscerci gli uni negli altri

come membri dell'unica famiglia umana.

Fa', o Signore,

che dalle nostre diverse tradizioni e culture

nasca non la divisione, ma il rispetto;

non la diffidenza, ma l'incontro;

non la violenza, ma una sincera volontà di pace.

Dona al mondo la Tua pace

e fa' di ciascuno di noi un suo umile costruttore.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 

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