Biografia
Data di nascita: 5 agosto 1988
Luogo di nascita: Castellammare di Stabia (NA)
Antonio Longobardi, scultore abatese, nasce in una storica famiglia di ebanisti. Fin da giovanissimo dimostra un talento artistico spiccato, che lo conduce a intraprendere un percorso formativo presso l’Istituto Statale d’Arte di Sorrento, dove consegue nel 2007 l’Attestato in Arte del Legno.
Nel 2009 realizza la sua prima opera di rilievo: il portale ligneo della Chiesa di San Michele Arcangelo sul Monte Faito. Da qui nasce una stretta collaborazione con le autorità ecclesiastiche, che culmina nel 2015 con la consegna a Papa Francesco di un Pastorale in legno d’ulivo, finemente scolpito a mano.
Nel 2010 partecipa a una mostra collettiva a Villa Fiorentino (Sorrento), presentando tre opere. Due anni dopo è ospite d’onore in un incontro internazionale tra arte e artigianato organizzato dal suo ex istituto, evento che segna l'inizio di una prolifica attività espositiva in numerose località campane e internazionali.
Tra le tappe più significative:
• 2018: Trado
• 2019: Ritmo e Contemplazioni
• 2021: completa Ades, monumentale scultura in legno del peso di circa 20 quintali, attualmente esposta in modo permanente presso il Centro Pastorale di Sant’Antonio Abate.
Durante il periodo pandemico, Antonio attraversa una fase di intensa introspezione e sperimentazione artistica. Nascono in questo periodo:
• Inconscio – rappresentazione dell’identità interiore.
• Liberazione – l’uomo che si libera dai vincoli che ne limitano l’esistenza.
• Napoli Afflitta – protesta vibrante contro l’emarginazione della napoletanità.
Convinto sostenitore dell’arte come dialogo tra linguaggi, Antonio dà vita a numerose performance interdisciplinari, che uniscono scultura, musica, teatro, pittura, poesia e fotografia:
• Trado: omaggio alle tradizioni, con il coinvolgimento anche dell’arte pirotecnica.
• Napoli Afflitta: il dolore della città espresso in un connubio tra suono e materia.
• Irene: grido contro l’ignoranza della guerra.
Negli anni più recenti, la sua ricerca artistica si fa sempre più profonda e spirituale, portandolo alla realizzazione del progetto Anima, vera e propria summa del suo percorso umano ed emotivo. Il cuore di quest’opera è la scultura Anima Velata, nata dopo la perdita del figlio mai nato: un neonato coperto da un velo, simbolo della fragilità e dell’invisibilità di tutte le vite spezzate.
Questo percorso di dolore e rinascita sfocia nell’incontro con il tenore e violinista Francesco Malapena, figlio di liutaio, con cui Antonio crea il Violino dell’Anima: un’opera unica al mondo, in parte scultura, in parte strumento musicale, capace di suonare sia acusticamente che amplificato. Le finiture in ottone e madreperla sono realizzate dall’orafo Giovanni Pisacane. Il violino diventa così voce dell’Anima Velata: uno strumento che trasforma il silenzio del dolore in suono di speranza e bellezza.
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