Presenza quotidiana della più Venerabile dei cherubini, incomparabilmente più Gloriosa dei serafini.

 

Ricordo costantemente i felici anni di studio presso l'Accademia teologica di Mosca, nella Casa della Santissima Trinità vivificante, nel Monastero di San Sergio di Radonez. Ogni mattina e ogni sera c'era l'occasione per avvicinarmi alla preziosa tomba del più grande santo russo, per chiedere a San Sergio benedizioni e aiuto, sostegno e intercessione. Questi incontri quotidiani con l'abate della terra russa permettevano di sentirsi come coperti dal manto del reverendo. Eterna gratitudine alla Santissima Trinità per questa imperitura felicità giovanile.

E ora, quando sono stato mandato dalla mia Chiesa a studiare nella Città Eterna, c'è di nuovo un motivo di gioia quotidiana. Di nuovo c'è un sentimento della benedetta Protezione. E ciò è dovuto al fatto che due miei indirizzi romani di seguito si sono rivelati a pochi passi dalla Casa della Purissima, dai Suoi Templi famosi in tutto il mondo, dai più grandi Santuari legati alla nostra Gioia, la Signora e Madre di Dio. Per i primi due anni a Roma ho vissuto vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, dove si trova la sua meravigliosa icona miracolosa e la Culla di Betlemme del nostro Salvatore e in cui avvennero eventi miracolosi che stupirono l'intera Chiesa allora indivisa. Neve d'agosto...

E ora abito a due passi dalla chiesa più antica di Roma (forse della terra!), che è dedicata alla Regina del Cielo. Questa incredibile chiesa di Santa Maria in Trastevere esiste dal III secolo. Dal IV secolo la struttura interna della basilica è rimasta pressoché invariata. Dal VI secolo i cristiani pregano qui davanti all'immagine miracolosa della Madre di Dio Misericordioso: la Madonna della Clemenza. Dal XII secolo i mosaici della facciata sono considerati una delle più grandi meraviglie dell'arte. La Regina siede sul trono e da ogni lato cinque vergini rette si precipitano dalla Signora con le lampade in mano. Nessuna fotografia o riproduzione può trasmettere la bellezza di questo mosaico, incastonato su uno sfondo dorato brillante. Ma tutta questa bellezza creata dall'uomo è solo un debole raggio in confronto alla luce emanata dalla Madre di Dio, la più modesta di tutte le donne a partire dalla creazione del mondo. Le colonne di granito della navata principale sono molto antiche: sono state prelevate dalle terme di Caracalla. I capricci di questo orgoglioso imperatore alla fine sono serviti a decorare la Casa della Purissima.

Nonostante la mia forte meraviglia alla vista di mosaici e decorazioni, ciò che più mi colpisce entrando nel Tempio è l'atmosfera. Avverto la presenza invisibile di Colui che preghiamo e mi sembra di avvicinarmi davvero al trono del “Regina del Cielo e della Terra”.

Il quartiere medievale “Trastevere” è il cuore di Roma. E la chiesa della Purissima Madre di Dio è il cuore di Trastevere. L'invocazione orante della Madre di Dio è il ritmo del cuore, è un filo di salvezza per ognuno di noi in questo mondo che perisce e che è caotico.

Cerco di iniziare e concludere le mie giornate venendo in questo antico Tempio. Mi inginocchio dinanzi alla più antica icona miracolosa e prego davanti alle belle immagini del Salvatore e di Odigitria, che Sua Santità il Patriarca Kirill ha portato in questa meravigliosa chiesa.

Santa Madre di Dio, salvaci!

 

Prima e dopo l'esame

Qual è il posto migliore dove andare la mattina, dopo una notte insonne, prima dell'esame più difficile? Naturalmente alla più antica immagine miracolosa della Madre di Dio, in Santa Maria in Trastevere...

E nel caso in cui l'esame venga superato inaspettatamente (!!!), dove andare a “riavviare” il proprio cervello esausto? Naturalmente ai Musei Capitolini. Io amo festeggiare così e poi passeggiare per la città, lasciandomi trasportare da un'era all'altra. Passando da Marco Aurelio a Costantino e a Caravaggio, fino ad arrivare al Campidoglio, penso alle parole di Boris Pasternak: ”Miei cari, qual millennio / è adesso nel nostro cortile?”. Continuo il mio cammino per raggiungere il carcere mamertino e la cella dove gli apostoli Pietro e Paolo trascorsero le ultime ore della loro vita terrena, ricordandomi che devo ringraziare Dio per ogni cosa buona che mi arriva. Soprattutto per gli esami superati.

Non dimentichiamoci mai, nemmeno per un'ora, che tutti i successi terreni e tutte le dolcezze terrene sono perituri. In una funzione commemorativa ortodossa (Panikhida) si legge: “Di quale mondana dolcezza la tristezza non fa parte?”.

Lodate il Signore per tutto, per i dolori e per le gioie, e per i molti e incessanti favori della Sua Purissima Madre.

 

di Alexej Ganzha

 

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