Omelia di Mons. Jean Marie Gervais
per il 747° anniversario della Consacrazione del Tempio Angioino di Santa Maria della Vittoria
Cerimonia religiosa con Ordinazione dei Cavalieri di Santa Maria della Vittoria
Collegiata della Santissima Trinità, Scurcola Marsica – 11 maggio
Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,
Eccellenze, Reverendi, Cavalieri e Dame, autorità e popolo di Dio,
oggi il nostro cuore si apre alla lode e alla gratitudine, mentre celebriamo il 747° anniversario della consacrazione di un tempio che ha segnato la storia di questa terra: l’Abbazia di Santa Maria della Vittoria, nata come possente abbazia cistercense, memoriale di un’antica battaglia e soprattutto monumento di fede e di speranza.
La consacrazione di una chiesa, cari fratelli, è un segno visibile di ciò che Dio desidera compiere nei nostri cuori. Ogni pietra, ogni altare, ogni parete di quel sacro edificio racconta la vittoria più grande: la vittoria dell’amore di Dio che ha scelto di abitare in mezzo a noi. È questo il vero trionfo che oggi celebriamo: non quello delle armi o delle glorie effimere della storia, ma quello della grazia che ha toccato il cuore di tanti monaci, pellegrini, fedeli e oggi anche di voi, Cavalieri di Santa Maria della Vittoria, che rinnovate la vostra consacrazione a servizio del Vangelo.
I Cistercensi, monaci umili e laboriosi, hanno costruito nel silenzio e nella preghiera questa abbazia come segno della pace di Cristo. Quella stessa pace oggi vi è affidata, cari Cavalieri e Dame, chiamati non a combattere guerre umane, ma a difendere la dignità della persona, a sostenere i poveri, a testimoniare con la vita il Vangelo della misericordia e della verità.
Pensiamo a santi come San Bernardo di Chiaravalle, cuore ardente dell’Ordine Cistercense, che ci ricorda che il vero cavaliere di Cristo è colui che combatte ogni giorno contro il male del peccato, contro l’indifferenza e l’egoismo, per servire l’Amore che salva. Egli diceva: “Nulla è più dolce che pensare a Maria”. E voi oggi vi affidate proprio a Maria Santissima della Vittoria, invocata in questo luogo come segno di protezione e guida.
Anche San Luigi IX di Francia, re e cavaliere di Cristo, ci insegna che la vera nobiltà sta nel farsi piccoli e servitori, nel difendere i poveri e nel promuovere la giustizia. A lui, e ai santi cavalieri della storia cristiana, affidiamo la vostra missione.
Oggi, carissimi, rievocare la storia di questa abbazia non è solo un gesto di memoria, ma è un impegno per il presente: essere pietre vive della Chiesa, uomini e donne che sanno costruire pace, unità e speranza.
E lo facciamo in questa Santa Messa, vertice di ogni vittoria spirituale, nella quale Cristo, morto e risorto, si dona a noi come Pane di vita e ci unisce nel Suo Corpo, che è la Chiesa.
Affidiamo tutto questo alla Mater Dei, Maria Santissima, nostra Signora della Vittoria. A Lei, che ha detto il suo “Sì” a Dio, chiediamo di aiutarci a dire il nostro “Sì” ogni giorno, perché la nostra vita diventi una lode a Dio e un dono per i fratelli.
Santa Maria della Vittoria,
Regina della Pace e Madre della Chiesa,
intercedi per noi.
Amen.
