Non posso negare di aver provato dei sentimenti. L’essere umano ne vive di continuo, in un flusso costante e quasi ininterrotto, in relazione alle sollecitazioni che riceve dal mondo esterno e, talvolta, persino da sé stesso. Persino nel sonno, quando la logica vorrebbe che la mente si riposasse, l’essere umano si ritrova a percorrere sentieri di pensieri e sentimenti tra i più vari, come se l’anima non avesse mai davvero bisogno di silenzio.
Tra questi moti interiori ve ne sono alcuni che non sono completamente “puri” nel senso ingenuo del termine, ma non per questo portatori di un’accezione negativa: piuttosto, possiedono una densità maggiore, un’ampiezza di significato che li rende più profondi e complessi. Il capofila di tali sentimenti è senza dubbio l’Amore.
L’Amore, come ben sappiamo, non appartiene soltanto alla dimensione di coppia: si manifesta tra genitori e figli, nella dedizione al bene sociale, nell’affetto sincero che lega gli amici, e persino in gesti di generosità spontanea verso chi ci è sconosciuto. In occasione della giornata dedicata all’amicizia, il mio pensiero corre indietro nel tempo, verso l’amico della mia infanzia: le corse sfrenate sui motorini per raggiungere la spiaggia, i gelati condivisi in riva al mare, i primi colpi di tosse provocati da una sigaretta accesa per curiosità e l’immediata promessa — mai del tutto mantenuta — di non fumare più. Ricordo la scuola, il banco condiviso, le risate complici, il sentirsi parte di un piccolo mondo inviolabile. Poi, inevitabilmente, la vita ci ha condotto in città diverse, e quell’amicizia, figlia di un tempo spensierato, si è affievolita, complice anche l’insinuarsi di incomprensioni che, crescendo, non lasciavano più spazio alla tenerezza né all’educazione di un tempo.
Fu allora che, come un raggio di luce inatteso, nella mia vita entrò un nuovo amico. Un uomo imperturbabile al passare degli anni, onesto, leale, corretto e profondamente sincero. Mai una parola fuori posto, sempre rispettoso e dotato di un’educazione autentica, non di facciata. Nonostante le ferite lasciate dalle esperienze passate, mi accorsi che esisteva ancora qualcuno di cui potersi fidare, e decisi di affidarmi a quel legame. L’amicizia vera non ha bisogno di maschere, non cela segreti se non quelli che la proteggono dal mondo esterno; se è pura, evolve e si trasforma in qualcosa che assomiglia alla familiarità, talvolta persino più salda di legami di sangue. Diventa un sentimento orientato al bene reciproco, un pilastro silenzioso ma essenziale della vita.
L’amicizia è trovare ciò che è raro e prezioso senza averlo davvero cercato, un dono che si riceve senza condizioni. È universale, priva di confini: non conosce colore della pelle, non ha genere, non ha età, non si rinchiude in compartimenti. È un cielo terso sotto cui possono camminare tutti, senza esclusione alcuna.
La Giornata Mondiale dell’Amicizia ci ricorda che certi legami non sono frutto del caso, ma di riconoscimenti silenziosi tra anime affini. E quando li incontriamo, diventano orizzonti sicuri, sotto cui possiamo vivere insieme al di là delle condizioni imposte dal tempo.
di Orazio Russo
