Il 22 Aprile 1946 il Principe Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, Luogotenente del Regno d’Italia, istituiva il 25 Aprile Festa Nazionale a celebrazione della totale liberazione del territorio italiano.

Il 25 Aprile 1945 è il giorno che segnò la nascita della democrazia dopo la dittatura e la svolta epocale nella storia italiana.

Il 9 Settembre 1943 i partiti antifascisti si allearono nel Comitato di liberazione nazionale e parteciparono alla guerra delle Nazioni Unite contro la Germania nazista e la Repubblica fascista e nell’aprile del 1945 conquistarono la libertà e oggi c’è bisogno di marcare l’importanza dei diritti costituzionali come il lavoro, l’istruzione e la libertà di impresa.

L’Italia è chiamata ad essere in questo senso garantista e a promuovere le condizioni che favoriscono l’applicazione del diritto e garantiscono la libertà e la democrazia.

 

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è espresso al riguardo: “Ora più che mai è necessario rimanere uniti in uno sforzo congiunto” tracciando poi un un parallelo tra la rinascita del 1945 e il dovere di renderla effettiva adesso.

Ripercorriamo un po’ di storia e mostriamo il contributo alla democrazia e alla nascita della legge delle leggi e la fonte delle fonti.

La democrazia nata dalla Liberazione è caratterizzata da molte  controversie e  atti terroristici di una nuova guerra civile: e tuttavia, ha già superato di oltre mezzo secolo la durata del regime totalitario, confermando la solidità delle sue radici.

Da decenni la ricerca storica in Italia ha liberato la storia della lunga guerra civile fra fascismo e antifascismo, acquistando autorevolezza e influenza internazionali. Ha fatto luce sulla natura totalitaria del fascismo, denunciata dagli antifascisti fin dal 1923; ha messo a nudo gli antagonismi fra gli antifascisti prima, durante e dopo la Resistenza; ha infranto il silenzio sugli eccidi commessi da partigiani, o sedicenti tali, non solo contro veri o presunti fascisti, ma contro gli stessi antifascisti.

Il  popolo che lottò per la libertà era una minoranza di volontari, uomini e donne, civili e militari, vecchi e giovani, appartenenti a differenti ceti sociali, a partiti diversi o a nessun partito, disposti a sacrificare la vita per la libertà e la dignità dell’Italia per offrire a tutti gli italiani, anche ai propri nemici nella guerra civile, e alle donne che mai lo avevano avuto, il diritto di scegliere col metodo democratico i propri governanti.

Da oltre un quarto di secolo, i partiti del 25 Aprile sono scomparsi e sono sorti nuovi  partiti chiamati a ricordare la festa della Liberazione.

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