Frederick Burr Opper, Puck Magazine

 

Il termine pseudonotizia è un neologismo coniato per mezzo del prefisso di natura greca "pseudo-", che sta a significare falso, ed il concetto di notizia. Con questa espressione intendiamo indicare tutte quelle notizie, apparentemente plausibili, parzialmente vere o verosimili, che, intenzionalmente o non, vengono divulgate  attraverso i mezzi di comunicazione ed hanno un forte impatto sull'opinione pubblica.

Si differenzia dalla "bufala" in quanto quest'ultima indica una notizia totalmente falsa, inverosimile ed inventata che solitamente viene diffusa intenzionalmente.

In ogni modo entrambe contengono contenuti manipolatori, fuorvianti ed ingannevoli.

 

Oggi rispetto ad ieri

Internet, oggi, circonda il mondo con una fitta ragnatela di connessioni in grado di trasportare alla velocità della luce le informazioni. Tendiamo a dare sempre più per scontato il vantaggio che queste infinite connessioni ci permettono.

Herbert Marshall McLuhan, un sociologo canadese, ha studiato per anni gli effetti che la comunicazione avrebbe avuto sulla società e sul singolo individuo. Nel 1964 fu pubblicato una delle sue opere centrali "Gli strumenti del comunicare" (Understanding Media: The Extensions of Man), mentre ARPANET  (acronimo di "Advanced Research Projects Agency NETwork"), la prima rete nel mondo, sorgeva nel 1969. Egli perciò ha potuto guardare parzialmente l'espansione di internet. Nonostante ciò sosteneva  «I nuovi media e le nuove tecnologie con cui amplifichiamo ed estendiamo noi stessi costituiscono una sorta di enorme operazione chirurgica collettiva eseguita sul corpo sociale con la più totale assenza di precauzioni antisettiche.» (Gli strumenti del comunicare). Inoltre in un'altra sua celebre opera "Il villaggio globale", descriveva le conseguenze che i media avrebbero apportato nella società, queste in un primo momento sarebbero potute risultare premonizioni azzardate, mentre successivamente si sono rivelate del tutto fondate. I media infatti hanno collegato continenti, hanno restretto le distanze e hanno creato, ciò che lo stesso sociologo ha definito con un ossimoro, un "villaggio globale".

Sebbene, rispetto ad ieri, possiamo oggi usufruire di tutti i vantaggi che il web ci offre, dobbiamo tuttavia essere ben accorti. L'infinita diffusione di dati ed informazioni, facilmente accessibili a tutti, che oggi possiamo comodamente leggere, in ogni istante, attraverso smartphone, tablet, computer, ecc.. non sempre risultano veritieri. Difficilmente ci soffermiamo a constatare la veridicità di ciò che leggiamo, la maggior parte delle volte evitiamo di usare il nostro spirito critico e semplicemente ci affidiamo, il più delle volte ignorando l'esistenza di fonti.

 

Il successo del falso

Le informazioni hanno grande influenza sulla coscienza collettiva, plasmano inconsciamente le visioni, tutto sta nella persuasione delle parole.

Jorge Luis Borges, noto scrittore statunitense scriveva «Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera.».

Le pseudonotizie fanno affidamento innanzitutto sul consenso sociale, sugli algoritmi e sui bias. Un bias coinvolto è il selective exposure, si riferisce alla tendenza umana nel ricercare e favorire nei media le informazioni che rafforzano le opinioni preesistenti evitando informazioni contraddittorie.

«Gli uomini credono che le loro menti dominino la lingua; ma avviene che è la lingua a governare le loro menti.”». Sir Francis Bacon.

Non sempre sappiamo comprendere quanto possiamo affidarci ad una fonte, a volte è difficile risalire ad essa, e non sempre la fonte è tradotta in una lingua che conosciamo. Non sempre siamo in grado di comprendere le informazioni.

 

Casi concreti

Sono molti nel mondo i casi di pseudonotizie, per comprenderne al meglio quanto possano incidere gli effetti, si pensi all'eclatante falso convincimento introdotto nella cultura di massa sul triangolo delle Bermuda.

Vi era la credenza comune che in questa zona vi fossero degli eventi paranormali che avrebbero portato a numerose sparizioni di navi e aeromobili. Il libro "The Bermuda Triangle" del 1974 di Charles Berlitz, non fece altro che confermare le credenze a cui fecero seguito molti altri libri e documentari. Queste credenze furono sfruttate anche per tentare di confermare speculazioni pseudoscientifiche di vari autori legati all'ufologia che avanzarono ipotesi sulle spiegazioni delle sparizioni misteriose di aerei e navi, da imputare agli extraterrestri.

In realtà questa pseudonotizia era partita da una vera notizia che riguardava un  particolare fenomeno atmosferico. Secondo alcuni scienziati infatti, dietro alla sparizione di navi ed aerei, anche dai radar, ci sarebbe un evento naturale, ovvero nubi esagonali in grado di creare trombe d’aria terrificanti. Gli scienziati hanno asserito: “Sono formate da ciò che noi chiamiamo microbursts (un violento ed improvviso colpo di vento molto simile ad un tornado) e sono getti di aria che scendono dalla parte inferiore di una nube e colpiscono l’oceano, creando onde che possono diventare di enormi dimensioni”, aggiungendo che: “Le nubi non hanno una specifica disposizione. La maggior parte del tempo la loro distribuzione è casuale”, per questo motivo non è possibile prevedere quando si manifesteranno. In questo modo il mito fu finalmente sfatato.

 

Motivazioni a fondamento

Sono diverse le motivazioni che portano alla divulgazione di false notizie, a volte ciò si verifica per: scopi politici od economici; acquisire visibilità,  ottenendo visualizzazioni e condivisioni; per rafforzare teorie pseudoscientifiche/complottiste; denaro, infatti spesso siti e pagine in internet guadagnano attraverso le condivisioni dei post, le iscrizioni o la pubblicità; in altri casi si tratta semplicemente di espressioni della satira, notizie volutamente esagerate che vanno dall'ironia allo scherno, nei confronti di costumi, atteggiamenti o categorie di uomini.

Spesso è una mescolanza di questi elementi a determinare la diffusione di queste informazioni.

 

Quando ad ingannare sono i numeri

Delle volte gli inganni, capaci di far decadere l'individuo nel mare della disinformazione, sono effettuati con una modalità maggiormente sagace, per mezzo dell'utilizzo dei numeri. Non sempre infatti il cervello umano è abituato a padroneggiare determinati calcoli matematici, l'accuratezza, infatti, deve fare i conti con la nostra limitata propensione a compiere sforzi cognitivi. Gerd Gigerenzer, psicologo tedesco, ha affermato: "Tanti si preoccupano di rendere la tecnologia più sofisticata, pochi di rendere gli umani più intelligenti". Secondo Gigerenzer è molto più facile fraintendere un valore espresso in percentuale piuttosto che una cifra espressa in termini assoluti. Egli sprona gli uomini ad acquisire un'alfabetizzazione al rischio, ovvero spinge gli individui a ragionare, a comprendere i rischi ed a convivere con le insicurezze.

«Le fake news sono spesso basate sulla manipolazione di dati numerici e per chi teme i numeri è difficile accorgersi di un cattivo uso di dati.» (Eugenia Cheng).

 

Prevenzione

Per evitare di cadere nella trappola di questi inganni e per evitare che false notizie siano ulteriormente diffuse, è bene tenere a mente alcuni accorgimenti. Per esempio potremmo consultare e confrontare più fonti di informazione per verificare la veridicità di ciò che leggiamo, andando in tal modo ad approfondire l'argomento. Sarebbe opportuno fare ricerche e fare affidamento su fonti il quanto più ufficiali. Bisognerebbe rivalutare le proprie convinzioni poiché queste potrebbero portare a giudizi erronei, come nel caso dei già citati bias. Dovremmo inoltre porre maggior attenzione nella valutazione poiché l'informazione potrebbe riguardare una satira e infine è sempre opportuno effettuare verifiche sull'autore dell'informazione.

 

di Imma Laera

 

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